Come fare eccitare una ragazza

Come fare eccitare una ragazza

Per fare eccitare una ragazza sono fondamentali la fantasia, tanto quanto l’intensità. Sono una studentessa di 30 anni e ciò che più mi manda in visibilio è il desiderio che il mio uomo prova ogni qualvolta mi vede e mi tocca. Uomini, ciò che più fa impazzire una donna è proprio la voglia che emanate, il modo in cui vi approcciate sessualmente, più della stessa grandezza del pene e più delle prodezze da kamasutra. Bisogna alternare attimi di dolcezza ad altri in cui vi dimostrate animali selvaggi, affamati e insaziabili, manifestando il desiderio indomabile di possedere la vostra ragazza. I baci e le carezze sono imprescindibili, se volete che la donna possa impazzire dal piacere, impegnandosi a sua volta a farvi eccitare.

Quindi come fare eccitare una ragazza

?

Vi racconto la mia storia.

Quando il mio compagno, mi abbraccia, mi palpa il sedere e scostandomi i capelli, mi dice con voce greve e calda di volermi scopare di brutto, inizio già a bagnarmi e a desiderarlo carnalmente. La voglia cresce e la mia vagina sussulta ancora di più nel momento in cui, subito dopo, vellicandomi con dolcezza il viso, socchiude gli occhi e accosta le sue labbra alle mie, in un vellutuoso incastro di lingue e mi cinge con forza a sè. Sono seduta su di lui e sento che il cazzo si fa più duro in corrispondenza della mia vagina che inizia a gocciolare, vogliosa e affamata.

Lui mi scosta i capelli di nuovo con maggiore forza e attenta al mio collo, con morsi e succhiotti infiniti e roventi, in grado davvero di scatenare una tempesta di estrogeni. Ansimo, lancio dei piccoli gemiti e sento la mia vagina già bella lubrificata, affamata e dopo avergli lanciato uno sguardo languido e civettuolo, scivolo con le mani giù sul suo cazzo, perchè come detto ciò che mi fa impazzire e accrescere ancora di più il desiderio è constatare- è il caso di dire con mano- la voglia che il mio partner prova per me. Tanto più mi desidera, tanto più lo sento, tanto più io stessa sarò eccitata di brutto. Avverto che il suo cazzo, nascosto dai pantaloni, è bello duro e inizio allora ad ondeggiare su di lui, simulando già una bella cavalcata da atto sessuale completo.

Lui mi fa eccitare ancora di più, dopo i succhiotti, quando furtivamente mi sbottona la camicetta e mi palpa con dolce violenza il seno, lo tocca per bene, gioca con i cappezzoli, stringedoli e faendoli drizzare e successivamente sollevando la camicia con forza, mi cinge a sé, accosta le sue labbra al seno e se lo spupazza, baciandolo con voglia insaziabile, lo succhia e slinguazza i miei capezzoli. Sono eccitata di brutto e lui, percependolo dai miei gemiti, mi palpa il sedere e cerca di insinuare la mano nei miei slip giù inzuppati. Scostando le mutandine, ma senza toglierle, ficca la mano destra nella mia vagina già bagnata e cerca di arrivare al clitoride.

Mi ficca la mano e la fuoriesce con violenta dolcezza e sembra quasi che la sue dita nel modo di muoversi dentro di me siano un cazzo enorme, proprio in virtù dell’abilità che dimostra nel penetrarmi con le dita, un’abilità che a volte mi ha regalato orgasmi inattesi e memorabili. Per mandarmi in visibilio completamente, toglie con violenza selvaggia e animalesca le mutandine e accosta con dolcezza le labbra tumide al mio pube, baciandomi il ventre e subito dopo la parte alta della vagina per arrivare dopo a leccare con intensità e voglia famelica le grandi labbra, che succhia, mordicchia quasi, sino a berne le mie gocce di piacere. Mi fa eccitare di brutto il modo in cui lo fa, per l’impegno profuso, nel momento in cui cerca mentre procede nel leccarmela, alza lo sguardo per incontare il mio e sentirsi compiaciuto per l’impresa che sta compiendo.

Mi fa sangue, incrementando la mia voglia di sesso in modo ineluttabile, guardare il modo in cui muove il bacino andando avanti e indietro con moto oscillatorio, mentre me lo ficca dentro sia quando mi mette a pecorina, sia quando mi cinge a sè e mi cavalca davanti. Mi eccito di brutto, mentre scopo guardandomi allo specchio, in un tripudio di lussuria che coinvolge tutti i sensi, dal tatto delle sue carezze dolci e violente agli sguardi languidi e lascivi che lancia mentre mi possiede alla visione completa delle nostre perfomances sessuali.

Mi bagno di brutto quando mi cingè a sè con forza, gheremendomi dai capelli, mentre sono assorta nel fargli un pompino o quando mentre sono distesa, lui mi bacia il copro nudo con dolcezza infinita e voglia spasmodica. Mi fa eccitare di brutto leggere nel suo sguardo o constatare dal suo cazzo duro, i segni del piacere che io stessa cerco di conferirgli. Ciò che mi fa eccitare di brutto è il calore della sua pelle sulla mia, quando mi cavalca da dietro e mi cinge a sè, in una stretta virile che mi fa sentire di sua proprietà. Il senso del possesso durante un rapporto sessuale è uno degli elementi più sensuali ed eccitanti che possano esserci.

Mi piace vedere che il mio uomo sia insaziabile, che abbia sempre voglia di scoparmi o che mi guardi in modo lascivo e spermatico, se indosso un completino sexy o un abito come tanti altri che però su di lui sortisce un effetto devastante, risvegliandogli i sensi e gli ormoni. Tanto più il mio uomo mi desidera, tanto più mi eccito e ho una voglia matta di scoparlo.

Tanto più mi propone luoghi desueti dove farlo, tanto più avrò voglia. Mi sono eccitata di brutto, ad esempio quando mi ha scopato nei bagni pubblici dell’università che entrambi abbiamo frequentato o quando in spiaggia ci siamo allontanati dal gruppo degli amici, per appartarci su uno scoglio diroccato e dar sfogo alla nostra passione infinita o ancora quando ci siamo stuzzicati a vicenda, sussurandoci frasi sporche e toccandoci a vicenda in un luoghi affolati, persino per strada mentre passegiavamo o in discoteca, mentre ballavamo e sentivo il suo cazzo indurirsi al solo contatto col mio corpo, sempre voglioso di lui.

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