Menage a trois, quella volta in viaggio a Siviglia

Un viaggio tranquillo si trasforma in gioia pura

Giada ha deciso di regalarci un bel viaggio per il nostro anniversario. La meta è Siviglia perché sa quanto amo l’Andalusia e da quando tempo sogno di andarci.

La città è ancora più splendida di quanto immaginassi. Le ampie strade sono popolate da una miriade di persone che camminano tranquillamente, al punto che non riesci a distinguere i turisti da chi lavora. Sembrano tutti intenti a godersi il bel tempo e la magnificenza del luogo. Entriamo in albergo sfiniti dal viaggio soprattutto per il gran caldo. La voglia di divertirsi però è tanta, quindi il tempo di disfare le valigie e di fare una doccia che già ci prepariamo per uscire. Giada indossa un vestitino nero scollatissimo e molto corto.

È uno spettacolo stupendo, così inevitabilmente riprendono corpo le mie fantasie trasgressive. Le ho chiesto diverse volte di invitare qualche uomo a letto con noi ma si è sempre rifiutata, anche se non è mai stata convincente. Ho sempre pensato che i suoi rifiuti fossero di facciata.
Grazie alla guida dell’hotel troviamo molti locali sulle rive del fiume Guadalquivir. Scegliamo un delizioso bar che alle nove di sera è già pieno di persone.

Arriva l’uomo dei suoi sogni per il menage a trois

Il bar è pieno di gente, la musica è forte e c’è tanta gente che balla e beve. Dopo poco tempo Giada mi bacia e va a ballare. Resto seduto ancora un po’ prima di muovermi verso di lei, ma quando mi giro sta già ballando con un altro uomo.

Sento un rigonfiamento potente nei pantaloni e torno a sedermi sullo sgabello provando a resistere all’impulso di intervenire. Sento Giada chiamarmi e fare segno di avvicinarmi. Mi presenta Cesar, dice che è un ballerino strepitoso. In effetti ha un fisico pazzesco e si muove in modo estremamente naturale. Sorrido, scambiamo due chiacchiere visto che conosce l’italiano perché suo padre è romano.

Mi allontano e loro riprendono a ballare. Si guardano, ridono e fanno di tutto per sfiorarsi a ogni occasione. Cesar di tanto in tanto lancia un’occhiata verso di me e il più delle volte fingo di non notarlo, in altre occasioni gli sorrido compiaciuto. Una sua mano scivola sul sedere di Giada che reagisce sorridendo e mordicchiandosi un labbro. Mormorano qualcosa nelle rispettive orecchie e i balli si fanno sempre più stretti e le dita di lui hanno ormai superato l’esiguo ostacolo della gonna. Lei dopo un po’ si stacca, viene da me e chiede se possiamo andare a bere qualcosa a casa sua. La mia erezione ormai è incontrollabile.

La stanza del piacere

come fare menage a troisMentre saliamo le scale una vicina di casa ci saluta maliziosamente. È evidente che non è la prima volta che assiste a questa scena, il che mi fa ben sperare. Neanche arriviamo nella camera da letto che lui già le ha sfilato il vestito sotto il quale compare solo uno striminzito tanga nero trasparente che vola via rapidamente. Lui fa appena in tempo a spogliarsi che Giada è già in ginocchio davanti a lui per leccarglielo. Sono impietrito dal piacere e dalla sorpresa di quella scena.

Lei che si era sempre rifiutata, lei che aveva sempre negato di voler vivere quell’esperienza, adesso si trova davanti a questo sconosciuto, completamente nuda mentre muove dolcemente la testa. Mentre mi spoglio Cesar la prende per mano e la porta in una stanza nella quale c’è un enorme letto circolare. La fa stendere, le allarga le gambe con delicatezza e restituisce il piacere appena ricevuto. Giada geme immediatamente e io mi avvicino per farle sentire quanto sono eccitato. Lei si volta verso di me e inizia un delizioso pompino che soffoca il suo mugolio.

Si stacca solo quando Cesar mi dice di distendermi e poi sussurra qualcosa all’orecchio di lei. Sorride. Mi guarda con una carica erotica impressionante. Sale su di me e si lascia cadere sopra, lasciando che il mio sesso sprofondi in lei. Poi si abbassa verso di me, mi bacia e punta i gomiti sul letto. Non capisco fino a quando lo vedo materializzarsi dietro di lei stringendole i fianchi. S’infila anche lui dentro di lei che chiude gli occhi aprendo un sorriso enorme.

Il perfetto menage a trois

Da quel momento non è passato giorno senza che ci incontrassimo o che Giada andasse da Cesar per trascorrere qualche ora insieme. Usciamo sempre insieme senza nascondere che si tratta di un rapporto a tre. Ci si abbracciava e lei scambiava baci con entrambi, senza nessuna paura del giudizio degli altri. Il sesso è poi fantastico. Lei è sempre pronta per un nuovo orgasmo. Non c’è fantasia che non realizziamo. Viviamo al massimo perché sappiamo che la vacanza sta per finire. Così, inevitabilmente, arriva il giorno della partenza. L’umore non è dei migliori, come capita ogni volta che finiscono le ferie. Decidiamo di trascorrere una meravigliosa serata di puro sesso che ci sfianca fino a farci crollare a dormire.

Il giorno dopo sono svegliato dal rumore della porta e dalle loro chiacchiere. Sono andati a prendere qualcosa per la colazione. Mentre mangiamo continuano i sorrisi, carezze e baci. Fino a quando lei si inginocchia davanti a lui e riprende da dove aveva finito la sera prima. Si ferma un momento, mi guarda e dice che gli ha già dato il nostro indirizzo di casa e che tra due settimane lui resterà da noi per qualche giorno. Che però ora è venuto il momento di partire, lei mi raggiungerà a fine settimana. Mi bacia, si volta e torna da Cesar. Esco con i pantaloni di nuovo riempiti dalla mia erezione e la consapevolezza che la mia vita è completamente cambiata.

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